Stefano Reggiani, cardiologo e direttore dell’ospedale di Sassuolo, racconta il rapporto con Gino Paoli e i suoi ultimi mesi di vita.
La morte di Gino Paoli è stata accolta con grande tristezza da tutto il mondo della musica e dello spettacolo. L’artista era apprezzato da tutti e il suo addio improvviso a 91 anni ha lasciato un vuoto enorme. A rivelare alcuni dettagli inediti legati ai suoi ultimi mesi è stato l’amico cardiologo Stefano Reggiani, direttore dell’ospedale di Sassuolo, intervistato dal Corriere della Sera.

Gino Paoli e l’amicizia con il cardiologo Reggiani
Intervenuto al Corriere della Sera, Stefano Reggiani, cardiologo modenese e direttore dell’ospedale di Sassuolo, ha raccontato come sia nato il rapporto professionale medico-paziente ma anche d’amicizia con Gino Paoli. “Conosco Gino perché mia moglie Maria Vittoria è amica della sorella di Paola, Sandra che è stata anche testimone al nostro matrimonio. Da lì ho iniziato a frequentare tutta la famiglia: Paola, i figli”.
E ancora: “All’inizio i primi incontri erano strani. Non ti sentivi giudicato, ma osservato sì. Era uno che si faceva un’idea precisa. Poi però cambiava completamente: diventava accogliente, caldo, incredibilmente umano“.
I problemi di salute e gli ultimi mesi di vita
Tra i passaggi più di carattere professionale, Reggiani ha sottolineato: “L’ho visto un mese fa. Non era un tipo disciplinato ma è arrivato a 91 anni”. E sugli acciacchi: “È stato un periodo segnato da lutti molto pesanti la morte del figlio Giovanni, quella della suocera Leda, a cui era legatissimo, dell’amica di una vita Ornella Vanoni e poi altre perdite vicine. Sono cose che, anche per uno forte come lui, pesano”.
Come a pesare era stato un intervento al cuore nel 2017. Reggiani, infatti, come ricordato dal Corriere della Sera, lo aveva preso in cura durante il delicato intervento che Paoli subì per un aneurisma all’aorta, quando era direttore dell’Hesperia Hospital di Modena. “Aveva piena fiducia in me ma volle sentire anche il dottor Gaggero di Genova, che in realtà era un dentista che Gino però chiamava per ogni dubbio relativo alla sua salute”.
Reggiani ha aggiunto di aver visto Paolo un mese fa e di averlo trovato lucido. Poi, però, il peggioramento: “Quando si è aggravato, Sandra è partita subito. Ce lo aspettavamo, ma quando succede davvero… ti lascia spiazzato”, ha raccontato al Corriere.